Lino Banfi all’Unesco, gaffe Di Maio: “Sostituisce Pupi Avati, anzi Folco Quilici”. Ma il regista: “Tanto non si fa nulla”

Lino Banfi all’Unesco, gaffe Di Maio: “Sostituisce Pupi Avati, anzi Folco Quilici”. Ma il regista: “Tanto non si fa nulla”

ROMA – Non è vero che Lino Banfi sarà commissario Unesco al posto di Pupi Avati. A chiarirlo è lo stesso regista e, in precedenza,  una nota del Ministero per lo Sviluppo economico, diffusa a stretto giro dal clamoroso annuncio per correggere la gaffe di Luigi Di Maio

La scena è quella, ormai a tutti nota, dell’evento 5 Stelle per celebrare il varo del reddito di cittadinanza. Sul palco Luigi Di Maio fa gli onori di casa e annuncia: “Ne approfittiamo per dare una notizia all’Italia che a me riempie di orgoglio: abbiamo individuato Lino Banfi perché rappresenti l’Italia nella commissione italiana per l’Unesco. Abbiamo fatto Lino Banfi patrimonio dell’Unesco”. L’applauso è spontaneo, ma Di Maio, forse colto dall’emozione, sbaglia incarico.

A correggerlo è un comunicato del Mise, il ministero di cui è a capo, che precisa: “Il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio ha indicato Lino Banfi come componente nell’assemblea della Commissione nazionale italiana per l’Unesco (Cniu), in sostituzione di Folco Quilici che ricopriva il ruolo di referente per la comunicazione”. Insomma l’attore prenderà il posto del defunto Quilici, scomparso a febbraio 2018. E non di Avati, né tantomeno del professor Francesco Buranelli, come si era detto, che rimarrà al suo posto.

Un pasticcio costato al regista, una giornata intensa di smentite. “Mi han chiamato tutti, Pupi, è vero? Ti han rimpiazzato con Lino Banfi?”, ha detto in una intervista al Fatto Quotidiano. Salvo poi aggiungere ulteriore imbarazzo: “Si sarebbero potuti affacciare dal balcone bendati e indicare il primo che passava, perché c’è la nomina, esiste il ruolo, ma manca il compito. Almeno, è mancato finora: io sono stato insignito, ma nemmeno mi hanno interpellato al riguardo. Il lavoro da commissario non l’ho mai svolto – ha detto – non so nemmeno che dovrei fare, perché la commissione non è mai stata convocata”.

A stretto giro però arriva una nuova nota, questa volta dalla Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco, che precisa: ”In merito alle dichiarazioni del Maestro Pupi Avati apparse sulla stampa odierna, la Commissione desidera far presente che l’Assemblea di cui il Maestro ha fatto parte, su nomina del Ministero dello Sviluppo Economico dal 14 novembre 2014 per una durata quadriennale, si è riunita nel dicembre 2014, novembre 2016 e dicembre 2017. Pur avendo ricevuto regolare convocazione, il Maestro Pupi Avati non ha mai preso parte ai lavori delle predette Assemblee”.

Ma se la nomina è quadriennale è chiaro allora che il mandato a Pupi Avati è scaduto a fine 2018. La nota poi prosegue, ricordando che “la Commissione Nazionale Italiana per l’ Unesco, la cui esistenza è prevista dalla Convenzione di Londra del 1945 (istitutiva dell’Unesco), ha il mandato di favorire la realizzazione nel nostro paese dei programmi e delle finalità dell’Unesco. Essa opera attraverso l’Assemblea, che fissa le strategie generali della Commissione, e il Consiglio Direttivo, che è l’organo di governo e che attua gli orientamenti strategici fissati dall’Assemblea. Il Segretariato della Commissione Nazionale è attualmente composto da un Presidente e cinque dipendenti distaccati dal Ministero degli Esteri (quattro) e dal Ministero dell’Ambiente (uno). Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito: www.unesco.it”.

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